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Veneto-Tavolo Unico per l'Immigrazione

INSEDIATO IN VENETO IL TAVOLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE: INIZIA L’ITER DI ATTUAZIONE PER IL PATTO DI ACCOGLIENZA PER I LAVORATORI STRANIERI
VENEZIA - Il Veneto è al lavoro per avviare la sperimentazione del Patto di accoglienza e di integrazione nei confronti dei lavoratori stranieri, previsto con il Piano triennale di interventi in materia di immigrazione approvato dal Consiglio Regionale nel luglio scorso e inserito nel programma annuale 2007. A Palazzo Balbi l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona ha insediato ieri il tavolo di lavoro, che dovrà tradurlo in pratica, il cui coordinamento è affidato all’Ente Veneto Lavoro. Ne fanno parte rappresentanti delle autonomie locali (ANCI e URPV), delle associazioni di categoria e dei sindacati, del Forum permanente del Terzo Settore e dell’associazionismo, della Consulta e del Tavolo Unico per l’immigrazione. Era presente anche una rappresentanza delle Prefetture del Veneto e di Dossier Caritas di Roma.
Il Patto di accoglienza e integrazione rappresenta il reciproco impegno della società veneta che ospita e del lavoratore straniero a rispettare diritti e doveri per una convivenza armoniosa. "Questa sperimentazione – ha commentato De Bona – rientra tra gli interventi finalizzati a gestire nel modo migliore i flussi migratori, cercando di proseguire sulla strada che ha fatto del Veneto un modello a livello nazionale sui temi dell’integrazione".
Per restare negli spazi consentiti alle Regioni dalla normativa statale, la sperimentazione del Patto avrà come campo di applicazione l’art. 23 del Testo Unico sull’immigrazione e - come è stato suggerito dal tavolo tecnico - parzialmente anche l’art. 27. Già da qualche anno, infatti, il Veneto sta attuando, in raccordo con le autorità dei Paesi di origine e di transito dell’immigrazione, una serie di azioni di sistema per far incontrare domanda e offerta di lavoro accompagnate dalla formazione nei paesi di provenienza e dal sostegno all’inserimento sociale in Regione. L’anno scorso, i programmi ex art. 23, attivati in concorso con la Direzione Nazionale Immigrazione, hanno coinvolto oltre cinquecento lavoratori di diverse provenienze, con modalità che superano il sistema delle quote. Proprio per dare un segno diverso all’inserimento di questi lavoratori sarà applicato il Patto di accoglienza e integrazione che sarà definito da questo tavolo tecnico mediante l’approfondimento di modelli europei esistenti e l’individuazione dei contenuti e dell’iter operativo per applicarlo entro l’anno.

inserito da hope il 14 Mar 2008

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