Il Mediatore culturale è...
...quella persona che sa mediare, dalla madre lingua ad un'altra, e viceversa,
qualsiasi tipo di informazione nelle situazioni in cui devono colloquiare persone di
origine culturale e linguistica diversa.
Il Mediatore culturale è un professionista esperto di comunicazioni che con competenza e conoscenze appropriate in diversi ambiti strettamente connessi alla normativa e alle dinamiche dell'immigrazione (sanità, scuola, lavoro, abitazione, ecc.) sa facilitare l'incontro, creare relazioni positive, prevenire i conflitti o agevolare la risoluzione delle controversie fra gente che usano linguaggi diversi e praticano o intendono diversamente le stesse sfere della vita e del quotidiano.
Questo professionista deve dare "strumenti e chiavi di lettura" affinché i suoi connazionali, o altri non autoctoni, possano divenire idonei a gestire in modo autonomo anche situazioni complesse.
Il Mediatore culturale deve saper valutare il "proprio limite" rispetto alle conoscenze in materie specialistiche per gestire con consapevolezza e responsabilità le azioni e le decisioni da proporre agli altri operatori professionisti in ambiti specifici (pubblici impiegati, educatori, insegnanti, agenti di polizia, assistenti sociali, psicologi, politici, ecc.). E' molto importante infatti che il Mediatore culturale sappia non confondersi, non sostituirsi come "professionista di altre attività" (dell'assistente sociale, dell'insegnante, dello psicologo, del medico, dell'infermiere, dell'avvocato, ecc.).
Importante poi è che sappia segnalare le situazioni limite e di disagio, quando queste non siano state riconosciute dagli operatori con i quali collabora.
Il Mediatore culturale non è...
...il soggetto delegato unico a cambiamenti sociali, quindi non può e non deve
agire da solo per l'integrazione dei cittadini stranieri immigrati.
Il Mediatore culturale opera...
...in ambiti diversi, con modalità diverse. Questi sono:
Un Mediatore culturale professionista...
...sceglie il metodo di studio, ricerca, approfondimento ed aggiornamento
necessario sia in autonomia che in collaborazione all'interno di gruppi dello
stesso ambito d'intervento in cui opera.
Il primo passo di chi intende avviarsi sulla via da professionista di tale figura è quello di seguire corsi di formazione organizzati ad hoc dalle istituzioni competenti, deve ottenere la certificazione della conoscenza della lingua italiana da scuole riconosciute all'insegnamento (se stranieri); poter e saper dimostrare la buona conoscenza di una lingua straniera (se autoctono); deve proseguire l'aggiornamento in modo costante e continuativo in materia d'immigrazione e in quelle connesse; deve accrescere il senso critico, la capacità d'analisi e valutazione, di monitoraggio e capacità di previsione.
I Mediatori culturali non...
... non vogliono essere il "sostituto" di alcun professionista in nessuno degli
ambiti in cui opera.
Il Mediatore culturale è...
...è l'esperto in comunicazioni con
competenze e conoscenze adeguate a facilitare il dialogo tra persone di lingua e cultura
diverse, a trasmettere le informazioni corrette e necessarie, capace di
fornire "chiavi di lettura e strumenti" che indirizzino all'autonomia, alla capacità
d'agire da cittadino fra tanti.
Per approfondimenti sulle competenze e le abilità vedi: scheda professionale (formato pdf).
Documenti
Scheda professionale (formato pdf)
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